Dal mito della proprietà alla libertà d’uso: perché il noleggio sta cambiando il modo di vivere l’auto
C’è stato un tempo in cui acquistare la prima auto rappresentava molto più di una semplice decisione pratica. Era un passaggio simbolico verso l’età adulta, un atto di indipendenza, un segno tangibile di status e di identità personale. Per decenni, l’auto di proprietà ha incarnato il sogno di libertà su quattro ruote degli italiani.
Oggi quel rituale appare sempre meno centrale. Non perché sia scomparsa la passione per l’auto, ma perché il contesto è radicalmente cambiato. Prezzi in aumento, tecnologie che invecchiano rapidamente, normative ambientali in continua evoluzione e un futuro sempre più difficile da prevedere stanno spingendo molti automobilisti a rivedere le proprie certezze. Il risultato è evidente: nel 2025, in Italia, un’auto nuova su tre è stata immatricolata tramite noleggio.
Una trasformazione che non riguarda più soltanto le flotte aziendali, ma coinvolge sempre di più anche i clienti privati, oggi più sensibili a costi certi, flessibilità e tutela dal rischio.
I numeri parlano chiaro. Secondo l’elaborazione dei dati del Ministero delle Infrastrutture condotta da Aniasa con il supporto di Dataforce, nel 2025 il mercato automobilistico italiano ha mostrato segnali di rallentamento complessivo (-2,4%). In controtendenza, il comparto del noleggio ha continuato a crescere con decisione.
Le immatricolazioni complessive nel noleggio sono aumentate del 10,7%, raggiungendo quota circa 525.000 veicoli tra auto e veicoli commerciali leggeri. La quota di mercato del noleggio ha così toccato il 30,6% del totale, un livello che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile.
Un dato che certifica come il noleggio non sia più una nicchia o una soluzione “alternativa”, ma una componente strutturale del mercato automotive italiano.
Perché l’auto in affitto convince
Alla base di questo boom non c’è una sola ragione, ma un insieme di fattori che convergono tutti nello stesso punto: oggi l’incertezza pesa più dell’entusiasmo dell’acquisto.
Le politiche europee in tema di emissioni, i divieti alla circolazione, le zone a traffico limitato e il dibattito su benzina, diesel ed elettrico rendono difficile capire quale tecnologia sarà davvero “a prova di futuro”. A questo si aggiungono listini sempre più elevati e una svalutazione dell’usato sempre meno prevedibile.
In questo scenario, il noleggio offre una risposta semplice e rassicurante: usare l’auto finché conviene, senza preoccuparsi del domani. Alla fine del contratto si restituisce il veicolo e si sceglie di nuovo, in base alle regole e alle esigenze del momento.
Non è solo una scelta economica, ma una forma di autoprotezione contro l’instabilità del mercato e delle normative.
Se storicamente il noleggio è stato terreno quasi esclusivo delle aziende, il 2025 segna un punto di svolta. I clienti privati hanno raggiunto il 20,9% delle immatricolazioni nel noleggio a lungo termine, avvicinandosi ai livelli pre-pandemia del 2021.
Un segnale chiaro: sempre più automobilisti vedono il noleggio come una strategia consapevole, non come una rinuncia alla proprietà.
Nel dettaglio:
il noleggio a lungo termine cresce dell’11,6%
il noleggio a breve termine registra un vero e proprio balzo, con un +19,3%
Meno brillante, invece, il comparto dei veicoli commerciali leggeri, che mostra una lieve flessione complessiva (-3,34%), segno di un rallentamento legato soprattutto alle dinamiche economiche delle imprese.
Osservare i modelli più noleggiati significa leggere in controluce le preferenze reali del mercato.
Nel noleggio a lungo termine domina ancora la Fiat Panda, con oltre 19.400 immatricolazioni. Seguono SUV e crossover sempre più apprezzati come BMW X1, Renault Clio e Peugeot 3008, quest’ultima protagonista di una crescita impressionante.
La Panda resta una certezza per semplicità e costi contenuti, ma l’avanzata dei SUV compatti indica un desiderio di versatilità, immagine e comfort, anche nel noleggio.
Alimentazioni: transizione sì, ma senza forzature
Il noleggio riflette fedelmente la transizione energetica in atto, ma con un approccio pragmatico.
Nel lungo termine:
benzina (e mild hybrid) al 41%
diesel sotto il 28%
ibride full e plug-in in forte crescita (+97,8%), con quota al 22,6%
elettriche al 7%, in aumento ma ancora lontane dai numeri necessari per una svolta definitiva
Nel breve termine la benzina resta dominante, mentre nei veicoli commerciali il diesel mantiene un ruolo centrale, nonostante la crescita delle soluzioni elettriche.
Il successo del noleggio non è soltanto una questione di numeri. È il segnale di un cambiamento culturale profondo. L’auto non è più necessariamente un bene da possedere per tutta la vita, ma uno strumento da utilizzare quando serve, per il tempo che serve.
In un Paese come l’Italia, dove l’auto è sempre stata quasi “di famiglia”, questo passaggio segna una vera rivoluzione. Ma in un’epoca di trasformazioni rapidissime, la libertà di cambiare diventa un valore concreto.
Con quasi 1,6 milioni di veicoli a noleggio in circolazione a fine 2025 e una quota di elettrificazione superiore al 13%, il noleggio è destinato a evolversi ulteriormente, trasformandosi da semplice formula contrattuale a pilastro centrale della mobilità italiana dei prossimi anni.

