Era una voce che girava già da tempo, ma adesso sembra essere tornata in vie ancora ufficiose e sempre più pressanti. Si sta parlando delle normative che riguardano i calcoli sul bollo delle vetture maggiormente inquinanti, che tanto hanno terrorizzato gli automobilisti e che, probabilmente, continueranno a farlo.

Questo perché recentemente, durante le discussioni relative alla nuova Legge di Bilancio per il 2018, è stata avanzata una proposta secondo la quale, per incentivare l’acquisto di vetture nuove e al tempo stesso per ridurre le emissioni di gas inquinanti, dovrebbe essere messa in atto una nuova tabella di pagamento per i bolli auto, non più generata esclusivamente in base ai cavalli delle auto ma anche in base alle emissioni inquinanti.

I veicoli a motore sono classificati secondo una serie di normative chiamate “Euro” che vanno dalla Euro 0 alle Euro 6: maggiore è il numero, minori sono le emissioni, grazie a sistemi di controllo delle stesse sempre più evolute, come il filtro antiparticolato.

Come anticipato, per incentivare gli automobilisti italiani all’acquisto di auto nuove o comunque meno inquinanti (con tutti i benefici che ne conseguono), non è stato possibile attuare delle politiche basate su incentivi economici per coloro che cambiano auto, in quanto questa manovra risulterebbe lesiva sul bilancio di Stato.

Chi verrà colpito maggiormente da questa misura?

Quella che però può sembrare una buona idea per ridurre l’impatto ambientale e favorire il mercato automobilistico italiano tramite un aumento delle immatricolazioni delle auto Euro 6, ibride o elettriche, ha un grave risvolto della medaglia.

Chi utilizza delle vetture Euro 3 (per lo più risalenti ai primi anni 2000) lo fa perché probabilmente non ha le possibilità economiche per affrontare l’acquisto di un’auto nuova ed è proprio questa tipologia di automobilisti che subirebbe l’aumento del bollo auto, venendo quindi tassati semplicemente in quanto non hanno abbastanza denaro per acquistare una nuova vettura e non sono nelle condizioni per poter richiedere un prestito o un finanziamento.

Le auto Euro 3 in circolazione sono ancora tantissime, specialmente nel Sud Italia e troviamo modelli molto venduti come le Fiat Punto, le Ford Fiesta, le Renault Clio, le Opel Corse, le Alfa Romeo 146 e 156, le Fiat Multipla, Peugeot 206 così come vecchie Audi e BMW che risalgono per lo più al primo lustro degli anni 2000 e se consideriamo quanti esemplari di questi modelli troviamo ancora in giro, è facile aspettarsi un elevato numero di persone tassate.

Di quanto aumenterà il bollo sulle auto più vecchie?

E’ difficile prevedere di quanto possa aumentare il bollo auto per questa tipologia di veicoli in quanto al momento non c’è ancora nulla di ufficiale su questa proposta di normativa, ma è lecito aspettarsi che quanto più sia vecchio il veicolo, tanto più alta sarà in proporzione la percentuale di aumento della tassa di proprietà. Sarebbe lecito attendersi che le regioni più colpite sarebbero quelle dove sono presenti già forti limitazioni nella circolazione di auto inquinanti, che per ipotesi potrebbero anche avere la possibilità di optare per una percentuale d’aumento più elevata, così da limitare il più possibile la circolazione di queste vetture.

Il noleggio a lungo termine: un’ancora di salvezza

In Italia sta prendendo piede una pratica che è stata già ampiamente sperimentata in altri paesi che è quella del noleggio a lungo termine. Una soluzione del genere porta molti vantaggi, in quanto è relativamente semplice da adottare, meno onerosa rispetto all’acquisto di vetture nuove e soprattutto permette di utilizzare una formula “senza pensieri” in cui l’automobilista può vivere tranquillo senza preoccuparsi di scadenza.

Questo perché, nel noleggio a lungo termine, si paga un canone mensile comprensivo di: utilizzo della vettura, assicurazione, copertura in caso di furto, incendio o atti vandalici, soccorso stradale h24 e tanto altro ancora.

Nel caso specifico, non si subirebbe nessun disagio per il pagamento del bollo in quanto non si avrebbe la vera e propria proprietà del veicolo stesso, ma si starebbe solo pagando una specie di “usufrutto” per cui si è personalmente esenti dal pagamento della tassa di proprietà.